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Dimanche 28 février 2010 à
19h30
Notre Dame de Consolation,
Mission Catholique Italienne
23, Rue Jean Goujon 75008
Paris
Tel : 01 42 25 61 84
Métro : Alma Marceau
Entrée libre
pour information Association
S’Isula Sarda
Tel : 01 46 81 71 32 |
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L'Association
POLIMNIA
Scuola di lingua e cultura
italiana
a le plaisir de vous annoncer
l'ouverture des inscriptions aux
cours
de langue et de culture italiennes du deuxième semestre
(1er février - 12 juin 2010)
Parmi les nouveaux cours
d'italien proposés à
partir du 1er février :
- de nouveaux cours
d'italien pour débutants
- un atelier de théâtre
- un atelier de
récitation poétique
- un cours sur le polar
italien
- un cours sur
l'histoire italienne des
19ème et 20ème siècles
- un atelier de chant
- des ateliers de
cuisine
- des ateliers
linguistiques le samedis
matin
- des séjours
linguistiques et
artistiques en Italie
(Sienne, les Pouilles)
- des stages intensifs
(22-26 février 2010) |
Nos cours ont lieu dans les 5ème,
6ème et 13ème arrondissements de
Paris.
Professeurs de langue maternelle
italienne.
Classes à effectifs réduits.
Formation professionnelle possible.
Un test d'évaluation est accessible
gratuitement sur notre site
www.polimnia.eu
Téléchargez
ici la lettre Polimnia N°19 |
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Libro del
Fogolar di Lione
La realizzazione di questo libro stato un
grosso lavoro per noi.... lungo, faticoso,
costoso...non abbiamo editore e dobbiamo
quindi promuoverlo da soli...con il vostro
aiuto!
L'accoglienza locale é stata molto positiva
ma dobbiamo allargare la cerchia e fare un
minimo di pubblicità...
Se vi interessa posso mandarvi una copia,
forse potrete parlarne puntualmente, nelle
rubriche culturali, libri ecc.
Vi ringraziamo anticipatamente.
Migliori saluti
Danilo Vezzio presidente del Fogolâr Furlan
di Lione
Libro ? No... sono voci d'oltretomba !....
''In chej pais si sintive fevelà plui furlan
che francês..''( In quei paesi si parlava
più friulano che francese)
Il Fogolar Furlan di Lione dopo anni di
ricerche ha portato a termine il libro ''Di
ca' e di la' di une frontiere'' (Di qua e di
là di una frontiera) scritto nelle tre
lingue dei protagonisti, francese, friulano,
italiano.
Un Fogolar Furlan moderno non puo' servire
alla sua gente solo ''luaine, muset e
polente'' (salsicce, cotechino e polenta)
deve invece assumere il dovere della
memoria, in particolare all'estero,
rintracciare la nostra gente e fissare la
loro storia.
Il Fogolâr Furlan di Lione ha pubblicato un
libro che racconta la storia davvero
straordinaria di un gruppo di famiglie
originarie quasi tutte di Attimis e Nimis
(Udine) e che si sono fissate nella campagna
del dipartimento dell'Isère non molto
lontano di Lione.
Subito dopo la prima guerra mondiale la
popolazione esangue, del Friuli collinare,
cerca una via di scampo alla miseria
provocata dal conflitto, la Francia accetta
volentieri, eravamo stati dei veri alleati e
molti soldati italiani sono morti in terra
Francia combattendo le truppe
Austro-Ungariche, e alla fine le braccia
mancavano, gli uomini erano stati decimati
nei paesi, le campagne, l'industria, e
l'edilizia richiedeva manodopera a volontà.
Come al solito le prime famiglie chiamarono
i parenti ed i vicini di casa, ed un po'
alla volta il gruppo dei friulani nei paesi
di Charvieu, Chavagneux, Chavanoz, Pont de
Chéruy divenne importante, si puo' dire che
modifico' l'anagrafe dei paesi.
Tutti avevano trovato il loro posto alcuni
continuavano a fare i contadini, facendo
''sporte di sfueis, scoves, scovez,
riscjeles, zeis....'' ( borse di cartoccio
di mais, scope, scopini, rastrelli,
cesti..)esattamente come in Friuli, le donne
in filanda o stabilimenti tessili, gli
uomini in fonderie, laminatoi, oppure
nell'edilizia.
La vita alla friulana continuava in terra di
Francia, si scioglieva il burro ''par fa
l'ont, si copave il purcît, cunins,
gjalinis, razzis et ocis'' ( fare il burro
cotto, si uccideva il maiale, i conigli, le
galline, anatre, oche) quindi c'era anche
l'orto, il vigneto per il verduzzo, portato
da Nimis... all'osteria si giocava a carte
briscola o tresette e si andava a ballare
alle sagre che qui chiamavano ''la vogue'',
in bicicletta con il fanale a ''carburo'' ma
non eravamo a Treppo Grande, Tarcento,
Reana, Nimis, Attimis, Faedis, ma in
Francia! |
I giovani friulani corteggiavano le ragazze
friulane a ''fasevin l'amor'' (costruire
l'amore) come si diceva, e cosi i Toffoletti
sposavano i Simeoni, o Tomada i Pividori,
Bertoni, Grassi, Cussigh, Del Negro,Bertolla
Manzini, Pigani, Tosolini e via via tutti
questi nomi di casa nostra.
Certo i friulani erano bella gente, aitante,
ben fatta,...''bjelis spalis, un bjel sen''
'belle spalle, un bel petto)...e molti si
sono anche sposati con ragazzi o ragazze
francesi.
Tutto andava bene fino al 1939... l'Italia
dichiara la guerra alla Francia...robe da
matti! Potete immaginare il disastro? I
bambini nati, cresciuti, scolarizzati, in
Francia, ripartire a Nimis, Attimis, dai
nonni o bisnonni..per fortuna parlavano
friulano, ma a scuola si insegnava
l'italiano e guai a chi parlava friulano!
La guerra di nuovo, con le sue atrocità, la
miseria, e alla fine si riparte di nuovo
all'estero, verso la Francia...ma ora siamo
dei traditori, voltagabbana, zingheri,
''sale macaronis'' che vengono a mangiare il
pane dei francesi.... vi lascio immaginare
la vita...
La storia di questa gente meritava più di un
libro, le voci d'oltretomba chiedevano un
libro per famiglia...ma già la memoria si
sgretola, la nebbia, la polvere del tempo
cancella, copre i dettagli, proprio quelli
che contano, la vita é un cumulo di
dettagli!
Sessant'anni dopo gli italiani ''traditori
''hanno saputo guadagnarsi non solo il pane,
ma la stima, il rispetto, direi l'affetto,
per tutti noi emigrati, ma anche per tutta
l'Italia ed il Friuli naturalmente.
I sindaci dei comuni francesi ed anche
quelli friulani ci hanno aiutato a
realizzare questo libro, ci hanno anche
accolto nei saloni del municipio, per la
presentazione, offerto il rinfresco, i
regali, e rivolto parole che ci rendono
orgogliosi.... a noi emigrati, poveracci
morti di fame, siamo ora accolti come
persone importanti nei saloni dei municipi
francesi, dove si entrava a chiedere la
carta di lavoro, la carta di soggiorno con
il nodo in gola... ed ora pronunciamo
discorsi in onore di coloro che erano
chiamati '' macaronis''... i nostri vecchi
hanno fatto davvero un lavoro eccezzionale e
vinto.... l'onore!
Si parla ancora friulano su queste terre?
Si deve grattare un po' la crosta... e le
parole salgono ....come le lacrime agli
occhi...ogni parola é un ricordo, bruciante,
struggente, che torce l'anima, le budella...
.....''la cjase di me none a jere in vie
Molmentêt , sul ronc, la stale, il pojul, il
toglât..'' ( la casa di mia nonna si trovava
in via Molmentet, sulla collina, c'era la
stalla, il poggiolo, il fienile)
Ecco gente che non parlava più friulano da
decenni, ma é bastata una scintilla e si
riparte con un bel misto di vecchio
friulano, ''scarpéz, staféz, zeis, pedrât,
sotpuarti, spolert, stue... ma cemût?
Cuanche o soj rivade in Friûl mi clamavin la
francese, cuanche o soj tornade in France
cinc ains dopo, mi clamavin la taljane, ma
jo' o soj furlaaneee!'' (ciabatte tipiche,
cesti, ciottolato, sottoportico, cucina
economica, stufa.... ma come? Quando sono
arrivata in Italia mi chiamavano la
francese, quando sono tornata in Francia mi
chiamavano l'italiana, ma io sono
friulana!''
Voci d'oltretomba ?
In realtà ci sono ancora dei pionieri
viventi, quasi tutti centenari, adirittura
ultracentenari, sono in case di riposo, la
loro veneranda età non permette fantasie, ma
ho avuto l'occasione di fare una sorpresa ad
una di queste figure storiche, una signora
che non mi aveva mai visto prima, e mi sono
rivolto a lei dicendogli : ''fevelistu
ancjmo' furlan fantate?'' (parla ancora
friulano signorina?)mi fissa un attimo per
tentare di capire chi ero e mi risponde :''o
feveli ce che t'ûs... furlan, taljan,
francês, todesc... '' ( parlo quello che
vuoi tu, friulano, italiano, francese,
tedesco...)era mezzo secolo che non aveva
parlato friulano.... una lingua per lei che
veniva d'oltretomba !
Questo libro vuole essere un primo passo
verso un lungo processo di ricerca di ogni
traccia di friulanità nel mondo, questa
ricerca dovrà essere svolta da tutti i
comuni friulani per sapere dov'é finita la
propria gente, utilizzando i
Fogolars-Consolato Generale del Friuli,
sparsi su ogni continente, dobbiamo far
parlare le voci di oltretomba, far
raccontare la loro storia...é maestra di
vita !
Ogni famiglia friulana, o italiana dovrebbe
averne una copia, le storie che raccontiamo
non sono ''telenovele'' ma sono la vita di
tutti i parenti che sono partiti ed hanno
fatto onore alla nostra terra.
Danilo Enzio
fogfurlyon@orange.fr |
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Italo Calvino| Langue et civilisation
italiennes
Association culturelle italienne à Paris
Horaires activités - Saison 2009|2010
COURS DE LANGUE ITALIENNE
A
partir du 4 Janvier 2010 : ouverture de 2
nouveaux cours pour débutants
SIEGE
75, rue de la Réunion 75 020 Paris
Mardi
9h30 – 11h00 Nouveaux débutants
14H30-16H00 Débutants
18H00-19H30 3e année
19H35-21H05 2e année
Mercredi
18H00-19H30 Nouveaux débutants
19H35-21H05 Perfectionnement
Vendredi
18H00-19H30 2e année
19H35-21H05 Débutant
BERCY
8-18 rue de Bercy 75 012 Paris
Lundi
14H30-16H00 Débutants
AGECA
177, rue de Charonne 75 011 Paris
Jeudi
18H00-19H30 Débutants
19H35-21h05 3 année
CIVILISATION ET LITTÉRATURE ITALIENNE
SIEGE
75, rue de la Réunion 75 020 Paris
(près de la place de la Réunion)
Lundi :
9H30-11H00 Vita in Italia (Conversation /
Civilisation)
1 Vendredi sur 2
10H00-12H00 Letture italiane (littérature)
BERCY
8-18 rue de Bercy 75 012 Paris
Lundi :
18H00-19H30 Conversation / Littérature 1
19H35-21H05 Conversation / Littérature 2
THÉÂTRE EN ITALIEN
1 Samedi après-midi par mois de
15h00 à 19h00
Calendrier : 19 Sept – 10 Oct – 14 Nov – 5
Déc 2009 -23 Jan – 13Fév
13 Mars – 10 Avr – 22 Mai – 12 Juin 2010
Un 2e cours démarrera le samedi 16 janvier,
de 15h à 18h
Théâtre 77
sis au 77, rue de Montreuil 75 011 Paris
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A Lione
Un
Friûl par Simpri (Friuli per Sempre )e senza
mummificazioni !
I Fogolars Furlans non potranno mai
morire se ora delle associazioni del Friuli
vengono loro incontro !
In dicembre si sono svolte a Lione delle
manifestazioni importanti ed é un'ulteriore
prova che l'associazionismo classico,
tradizionale, come il Fogolâr Furlan é
ancora attivo ed indispensabile alla
comunità italiana nel mondo, la lenta
metamorfosi dei Fogolârs é iniziata, ma
potrà realizzarsi solo attraverso gli
attuali sodalizi ed il sostegno delle
associazioni in regione chiunque esse siano.
Il Fogolar Furlan di Lione con il suo
comitato direttivo unito e dinamico,
mantiene un'attivittà intensa durante tutto
l'anno, sia con manifestazioni indipendenti,
sia in collaborazione con altri organismi,
come con La Clape Friûl dal Mont (Gruppo
Friuli dal Mondo)che quest'anno é venuta da
Udine a Lione per consegnare il premio Friûl
par Simpri (Friuli per Sempre)
A Lione questa tradizionale festa natalizia
si rivolge particolarmente alle persone
anziane, che sono la storia vivente, della
nostra emigrazione ed integrazione,
quest'anno il Fogolar Furlan di Lione é
stato onorato con la premiazione di 3
personalità friulane che vivono da ''secoli''
in questa città.
L'eccellente presidente della Clape,
Giampaolo Della Schiava, l'attivissimo
presidente del Fogolâr Furlan di Monfalcone,
Franco Braida, e la dotta scrittrice,
ricercatrice dottoressa Barbara Bacchetti,
hanno onorato Lione con la loro presenza,
sono venuti appositamente per consegnare il
premio Friûl par Simpri a tre friulani che
il Friuli aveva ormai dimenticato.
Il premio é fatto su misura per noi friulani
''tal forest'' (all'estero) é un grande
riconoscimento per piccola gente, che forse
non ha inventato l'acqua calda, ma ha
portato alto il nome del Friuli nel mondo,
gente rimasta innanzitutto genuinamente,
integralmente, friulana.
Rammentiamo che la Clape é una associazione
creata in Friuli per accompagnare il
friulani rientrati in Patria ma le sue
relazioni con i Fogolars sono privilegiate,
per cui le sue attivittà vanno oltre gli
obiettivi di origine.
Il premio creato dal suo presidente,
Giampaolo Della Schiava, in stretta
contiguità con le Amministrazioni Regionali,
Provinciali, Comunali, consiste in un'opera
artistica realizzata da creatori friulani,
questa volta si trattava di una ceramica di
Anna Urbani, che rappresenta una valigia, ed
i mezzi dell'emigrazione, cioé una nave, ed
un treno in partenza, c'é anche una medaglia
di bronzo realizzata da David Cargnelutti
che raffigura l'emblema del Friuli, cioé
l'aquila patriarcale, e una targa dove c'é
inciso il nome dell'emigrante premiato ed il
paese di origine.
L'opera artistica é fissata su una tavoletta
e rinchiusa in un cofanetto in legno,
ricavato da un abete della foresta
millenaria di Tarvisio, con il quale si
realizzavano strumenti musicali, come il
violino, violoncello, quest'albero era
chiamato abete di risonanza.
Il Fogolâr Furlan di Lione é stata la prima
associazione ad accogliere e consegnare l'onoreficenza,
ed é veramente un grande onore anche per
tutti i membri..... ci sentivamo abbandonati
da tutti i nostri compatrioti, invece grazie
a Gianpaolo Della Schiava, il Friûli ci
viene di nuovo incontro, e riconosce i suoi
figli da tempo dimenticati !
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Ernesto Tomada 102 anni con uno
dei figli

Giampaolo Della Schiava, Franco
Braida,
Ernesto Tomada ed i suoi due figli

da destra D.Vezzio, A.
Pischiutta, GP Della Schiava, I.
Beorchia, B. Bacchetti, F.
Braida

da destra D. Vezzio, D. Fattori,
GP Della Schiava, B. Bacchetti,
F. Braida |
Ecco parzialmente le motivazioni
per ogni premiato.
Ernesto Tomada
Questo signore ha 102 anni, é
nato il 23 febbraio 1907 a
Segnacco in provincia di
Udine...come si fa raccontare
più di un secolo di vita ? Non
si puo'...é la memoria della
friulanità a Lyon e di tutto il
circondario, da solo é tutta la
storia dell'emigrazione italiana
e friulana, nel 1925 la famiglia
doveva partire in America, poi
il destino decise altrimenti,
passando da Digoin, nel
dipartimento della Saone et
Loire, Ernesto si é ritrovato,
nel 1927, a Vaulx en Velin,
periferia industriale di Lione,
questo signore é un monumento
nazionale, che ha fatto onore
all'Italia, al Friuli e a tutti
noi...lavoro, onestà, dedizione,
ha tutte le buone qualità della
nostra gente, anche quella della
discrezione, che non vogliamo
turbare di più... é nato,
friulano, ha vissuto da friulano
é rimmarrà friulano....
Un'altro monumento della
friulanità a Lione é il
presidente Adelmo Pischiutta,
nato nel 1916 quindi 93 anni, in
gennaio farà 94, anche lui é la
storia e l'enciclopedia
dell'italianità di Lione, era
presente a Lione in un periodo
in cui gli italiani radevano i
muri, ed abbassavano la testa,
ora grazie a gente come lui
stiamo dritti, come Ernesto
anche Adelmo ha costruito il
rispetto per noi tutti,
impossibile riassumere la sua
azione in Lione, basti dire che
alla sua étà é ancora presidente
dei combattenti e reduci
italiani... certo che ce ne sono
ancora ! Sono con lui, gli
ultimi testimoni, della più
grande abberrazione dell'umanità,
la guerra... un solo esempio
Adelmo Pischiutta nel 39
bombardava Barcelonette, nel 47
chiedeva pane e lavoro alla
Francia, la sua azione a Lione
onora tutti gli italiani ed i
friulani, ha sempre difeso la
nostra dignità e guadagnato il
rispetto di tutti e per noi
tutti, nel silenzio, senza
vantarsi, senza alzar il tono,
senza esigere niente, ed ora a
93 anni, prende cura della
moglie Lea, con i valori
friulani che gli sono stati
inculcati.
La signora, Irene Beorchia
é un bel fiore del Friuli, e
nata a Trava di Lauco in Carnia
una delle più belle regioni del
Mondo, ci sono le Dolomiti ora
patrimonio mondiale dell'Unesco
quindi anche ''madame-signora''
Beorchia é un patrimonio
mondiale dell'umanità, ed il
premio che gli consegniamo
quest'oggi é quasi una sorpresa
per lei, la sua modestia non le
lasciava immaginare che avrebbe
potuto ricevere questo
riconoscimento... non vogliamo
metterla a disagio, solo due
parole.. la famiglia Beorchia é
molto conosciuta in Carnia ed in
Italia, ha dato senatori ed alte
autorità, ma anche a Lione hanno
una dinastia, e contribuito allo
sviluppo della metropoli.
''Madame-signora'' Beorchia é un
fiore della friulanità, la vita
non é stata facile per lei,
vedova a quarant'anni con bimbi
piccoli e drammi di cui non
parleremo, non si é mai
lamentata, con forza d'animo
carnica, ha protetto la sua
famiglia che si trova a cavallo
su due paesi la Francia e l'Italia;
come se non bastasse é sempre
stata presente per la comunità
italiana e sopratutto friulana
di Lione.. la Croce Rossa
Italiana, la Missione Cattolica,
il Fogolar Furlan...
'''madame-signora'' Beorchia é
della razza delle portatrici
carniche, quelle che con la
gerla sulla schiena, che nella
guerra 14/18 sotto il fuoco
nemico portavano cibo e
munizioni su sentieri
inaccessibili, in silenzio,
piegandosi sotto il peso,
''madame-signora'' Beorchia é
una delle nostre ''femenutes''
una parola che ha mille
significati in friulano, qui
vuol essere tenerezza,
discrezione, coraggio,
generosità, dedizione... basta
cosi .. troppe parole uccidono
le parole... gli abbiamo dato il
premio con tutta la nostra
riconoscenza, per il lavoro
fatto e per quello che farà
ancora nel futuro, stringiamo al
cuore tutta questa friulanità
che é davvero eccezionale... |
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Questa manifestazione del 5 e 6 dicembre é
stata molto densa e la massa di informazioni
contatti scambiati é enorme !
La dottoressa Bacchetti ci ha esposto
la sua attivittà letteraria riguardante le
tradizioni popolari del Friuli e della
Carnia, i suoi libri sono di un grande
interesse, e chiaramente bisognerebbe fare
delle conferenze in luoghi e momenti più
adatti e calmi, affinché possa esprimersi e
valorizzare le sue opere.
Franco Braida il presidente
dell'attivissimo Fogolar Furlan di
Monfalcone ci ha portato delle notizie
riguardo i profondi cambiamenti che si
opereranno prossimamente in seno all'Ente
Friuli nel Mondo, cambio di presidente, e
forse definizione di una nuova politica per
le associazioni come i Fogolars Furlans, é
sul posto e quindi ha delle informazioni più
fresche.
Il nuovo Console Generale d'Italia
dottoressa Laura Bottà
nell'impossibilità di presenziare
personalmente alla nostra manifestazione ha
delegato l'autorevole dottoressa Donatella
Fattori, per rappresentare l'autorità
consolare, ci ha rivolto delle gradite e
sensibili parole, dimostrando l'apprezzamento
personale e delle autorità consolari, per il
Fogolar Furlan di Lione.
A questa grande festa natalizia in onore
degli anziani, abbiamo anche presentato la
nostra ultima opera ''monumentale'', un il
libro che il Fogolar Furlan ha scritto in
tre lingue, ''Di ca e di la di une frontiere''
(Di qua e di là di una Frontiera).
Sono anni che lavoriamo per realizzare
questo libro ma finalmente ce l'abbiamo
fatta, abbiamo dopo aver raccolto,
intervistato, collezionato foto, abbiamo
passato le notti a redigere, correggere,
perfezionare, ma ne riparleremo... questo
libro sarà l'oggetto di un grande servizio
speciale.
Per ora quello che ci interessa é il premio
Friûl par Simpri venuto specialmente dal
Friuli tramite l'associazione La Clape, é
una riconoscenza importante da parte dei
nostri fratelli della piccola Patria e
corrisponde ad un nuovo tipo di rapporto tra
il ''Friûl tal Forest ed il Friûl Storic'',
(tra il Friuli all'Estero ed il Friuli
Storico) il viaggio realizzato da Giampaolo
Della Schiava, Franco Braida, e Barbara
Bacchetti é segno di grande rispetto verso
di noi, una cosa tangibile, visibile, che ci
fa sentire più vicini al Friuli.
Grazie quindi alla Clape per l'iniziativa,
per l'immenso lavoro svolto e sopratutto per
aver assunto la missione di dimostrare una
vera friulana fratellanza, verso gente che
era stata, perlomeno dimenticata, per non
dire dispersa sul fronte dell'emigrazione .
Migliori saluti ed auguri per il 2010
Daniel Vezzio
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Italia, che festa ! |
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Un véritable succès pour
les créateurs italiens invités
à la vingt-cinquième édition
du prestigieux Salon du livre
et de la presse jeunesse,
en Seine-Saint-Denis.
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C’est dans un espace bariolé aux allures de village italien que se sont donné
rendez-vous les 25 auteurs et illustrateurs italiens invités d’honneur au
prestigieux salon dédié à la littérature de jeunesse, à Montreuil. Du 25 au 30
novembre, plusieurs ateliers, rencontres et tables rondes ont permis à ces
auteurs, dont la quasi-totalité est déjà connue en France, d’éclairer le public,
scolaire, professionnel ou simple amateur, autour du processus de la création.
Une occasion, pour l’AIE, l’Association des Editeurs Italiens, de montrer la
diversité et la créativité de l’édition de jeunesse de la Botte, notamment dans
le domaine du graphisme. Et si c’est sur fond de musique classique que la jeune
illustratrice Allegra Agliardi a conduit son atelier de dessin destiné aux tout
petits, un brouhaha spontané a accueilli Francesco Tullio Altan, père de la
mythique chienne Pimpa. Au cours de la semaine, au Caffè Letterario des
écrivains de livres pour ados tels Silvana De Mari, Silvana Gandolfi et Roberto
Piumini rencontraient les collégiens et les lycéens de nombreux établissements
franciliens. Très sollicités, les illustrateurs Roberto Innocenti et Chiara
Carrer se partageaient entre le stand de la librairie italienne et celui de leur
éditeur français pour les dédicaces. Comment illustrer le célèbre Gianni
Rodari?? Ce sont Silvia Bonanni, Anna Laura Cantone, Alessandro Sanna, Altan et
Beatrice Alemagna qui nous l’ont expliqué, dans l’un des rendez-vous
incontournables de la semaine. Cahier à la main, en revanche, pour les
professionnels réunis, dans la journée de lundi, pour connaître l’état des lieux
de la littérature de jeunesse en Italie ainsi que les passerelles existantes
entre le Bel Paese et la France. Et c’est autour d’un verre que le festa a pris
fin, en laissant le goût d’un échange enrichissant et l’envie de repartir, les
enfants comme les adultes, un bon livre sous le bras.
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Propos recueillis par Lella Tonazzini |
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Suite de l'article dans " La VOCE " n°54 |
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L’Italie à l’honneur au Salon
Européen du livre de Dijon
du 27 au 29 novembre 2009
Sous le Haut-Patronage de Son Excellence l’Ambassadeur d’Italie, Giovanni
Caracciolo di Vietri, le salon du livre de Dijon vient de fermer ses portes avec
un record de 11 000 visiteurs sur les 3 jours.
Ce salon est organisé par la Société des Auteurs de Bourgogne (SAB) et par André
Cardinali, originaire de la région de Parma (Bedonia ) par ses parents.
Ce n’est pas la première fois, qu’André Cardinali organise des événements avec
l’Italie ; en 2002, il a créé et orchestré le 1er défilé de mode européen «
Cumulus Fashion Tour » avec la participation de 20 pays européens à la Triennale
di Milano.
L’italie était à l’honneur en Bourgogne avec plusieurs événements spécialement
conçus pour l’Ambassadeur, comme la Commémoration en hommage à Giuseppe
Garibaldi avec la présence de son arrière-petite fille Annita Garibaldi, la
remise de la médaille de la ville de Dijon par le Sénateur-Maire, François
Rebsamen, la clôture de l’exposition Piranèse « Vues de Rome » au Musée des
Beaux-Arts de Dijon, les tables-rondes au Café littéraire sur Garibaldi et le
patrimoine de la littérature Italienne.
L’Ambassadeur était l’invité d’honneur et a été intronisé à l’occasion du 75e
anniversaire de la Confrérie des Chevaliers du Tastevin au Château du Clos
Vougeot en présence de Dominique de Villepin.
Tous les grands médias italiens (RAI, Corriere della Serra, ANSA, etc.) ont
répondu présents pour couvrir tous ces événements.
Fellini à Dijon
En parralèle, des deux événements Fellini à la Cinémathèque et au Jeu de Paume à
Paris, une projection privée du film « La Strada » a eu lieu pour les jeunes
cinéphiles de Dijon, les partenaires et le COM.IT.ES de Dijon au cinéma
Desvosges.
Le Salon Européen du livre de Dijon a reçu les soutiens de :
– Instituts Culturels Italiens à Paris et à Lyon
– Consulat Général Italien. Responsable du Bureau de Dijon, Mme Monica Ronzetto.
– COM.IT.ES de Bourgogne. Mr Léo Molinaro (12 000 italiens en Bourgogne et
Franche-Comté)
– Fondation Dante Alighieri. Comité de Dijon. Mr Sgro Jean-Claude
– Association des Professeurs Italiens de l’Académie de Dijon. (APIAD) Madame
Marguerite Anache-Mandruchi.
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Extrait de " La VOCE " n°54 |
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Oristano - Ogliastra :
due Province a l’unisono
Presentati a Parigi nel Centro di Accoglienza della Stampa Estera (CAPE) situato
nel Grand Palais, due eventi-incontri, per le due province sarde quella di
Oristano e dell’Ogliastra.
Non un confronto ma un’unione come hanno voluto precisare i Presidenti dei due
Sistemi Turistici Locali Marco Mannu e Luigi Mereu, concordi nell’affermare che:
«la promozione unitaria di più territori si dimostra fortemente incisiva e
vincente in quanto va oltre l’individualismo spiccato dei sardi e, oltre ad
assicurare forti risparmi economici, porta all’?estero un’immagine dinamica ed
innovativa della Sardegna».
Il saluto dalla Sardegna lo ha portato anche il Presidente della Provincia di
Oristano Pasquale Onida, l’Assessore Mario Matta e, l’Assessore al Turismo
dell’Ogliastra Gianpiero Melis.
Un invito a scoprire e riscoprire queste due Province straordinarie.
Stessa longitudine, situate al centro dell’isola, una ad occidente, dove
tramonta il sole e, l'altra ad oriente, dove sorge. Legate da un elemento
comune: l’acqua, simbolo di vita. Un’occasione per far venire voglia, ai tanti
presenti, di recarsi sul posto per vivere le emozioni che fanno di quest’isola
uno scrigno di vita unico. Visto il numero di centenari che ne fa un primato.
Presentata una Sardegna insolita, quella di tutti i giorni, di tutte le stagioni
e di tutto l’anno, la vera… quella che bisogna ugualmente conoscere.
In questa piccola terra di 20.090 km quadrati ci sono delle parole che hanno
ancora molta importanza come autenticità, identità e ospitalità.
L’ospitalità riconosciuta anche nel passato da Antoine-Claude Paquin detto
Valery che ha scritto: «ho cercato di descrivere le premure, la grazia
dell’ospitalità corsa..., ma c’è in questa ospitalità qualcosa della vanità
francese. L’ospitalità sarda ha tutto un altro carattere: essa è, se si può
dirlo, più primitiva, più antica, più semplice, più universale» (Estratto dal
suo libro «Viaggio in Corsica, all’isola d’Elba e in Sardegna» nel 1834).
La morfologia dell’isola è varia, ogni epoca geologica ha definito i diversi
paesaggi. Si può constatare visitando la Provincia di Oristano e dell’Ogliastra.
È un piccolo continente in miniatura. Mare, coste, monti, colline, fiumi, laghi
e natura. Ma anche storia, arte e cultura e il piacere della tavola con la sua
gastronomia. L’etno-enogastronomo Angelo Spanu ha presentato le specialità
culinarie e, i prodotti enogastronomici delle due Province. Spiegando che: «la
cucina sarda è in prevalenza costituita dai prodotti naturali della terra e del
mare. Unisce i piatti dell’antica tradizione pastorale e contadina a quelli di
origine marinara. Il sapore viene esaltato dagli aromi e dai profumi della flora
mediterranea dell’isola. La gastronomia sarda ha una grande varietà di pietanze.
Riesce a dar luogo ad un trionfo di sapori unici e, questa varietà è figlia di
usi e costumi diversi. La tradizione gastronomica sarda è semplice e austera e
possiede gusti, sapori e odori a volte insoliti, soprattutto per le persone non
sarde.»
Per l’appuntamento culturale, animato dal giornalista Michele Canonica,
Presidente della Dante – Comitato di Parigi e della radio L’Italia in diretta,
un incontro-dibattito con la giovane scrittrice sarda Michela Murgia, autrice di
«Il mondo deve sapere», «Viaggio in Sardegna» e «Accabadora», prossimamente
tradotti in francese. Parole, immagini delle due Province proiettate nello
schermo ed anche musica. La musica del Maestro Ivo Zoncu che si è esibito, con
la sua chitarra, in pezzi dai titoli evocatori, tra i quali: «Solstizio»
ispirato alla cultura nuragica ed al rito del sole, «Notti magiche a Tharros» e,
«Maimone». E per concludere le due serate una degustazione di prodotti tipici
sardi, preparata dallo chef Elia Saba... per il piacere del palato.
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Michela Secci |
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Extrait de " La VOCE " n°54 |
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Il Carnevale
di Fano,
festa di popolo
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Il Carnevale nasce in Piazza ed in Piazza muore. Ci sono documenti che lo
attestano. A cominciare da un atto giudiziario del 1453 in cui si riporta che
durante l’antico rito della «renovatio del Carnovale» consistente nel lanciare
in aria con una coperta «una mascara di omo pino di paglia» e nel lanciare il
grido: «El va… el va …» seguito dalla corale risposta: «lascia che vada, che
tornerà…» alcuni buontemponi fanesi sostituirono al fantoccio un uomo vero,
guarda caso, un ebreo, certo Aronne. Ma la coperta si «squartò», Aronne si «roppe
la spalla» ed avanzò denuncia. Prova provata che la Piazza, anche nel tardo
medioevo, era il luogo della Festa di Popolo. Come nella Firenze di Lorenzo il
Magnifico che qualche anno dopo, vedendo il carro di Bacco ed Arianna sfilare di
Carnevale in Piazza della Signoria, con diverso stile, cantava: «Quanta è bella
giovinezza, / che si fugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non
c’è certezza». Solo dopo veniva la cremazione del Pupo, fantoccio di paglia ed
abiti laceri. Purtroppo invalse anche l’uso di bruciare nelle Piazze italiane
anche uomini e donne in carne ed ossa. A Firenze toccò a Girolamo Savonarola, a
Roma in Campo dei fiori a Giordano Bruno, (era il Martedì Grasso del 1600 ed il
Papa era fanese). Il rogo del Pupo in Piazza (pudicamente definito «cremazione»
e qualche volta «apoteosi» nei manifesti ottocenteschi) avveniva dopo sei giorni
di eccessi nelle attività primarie della alimentazione e della procreazione con
i relativi atti propiziatori. Qualcuno doveva pagare per le trasgressioni
individuali e collettive. Per motivi turistici, che servono per giustificare
ogni imbarbarimento della storia e delle tradizioni cittadine, oggi le domeniche
di Festa sono aumentate a dismisura ed hanno varcato il confine una volta
assolutamente invalicabile della Quaresima. Nella Piazza il Pupo sostava per
tutto il periodo carnevalesco sotto gli archi del Palazzo presenziando ai
Veglioni in Teatro ed alle sfilate per il Corso mentre il carosello di carri
allegorici concludeva la sfilata in Piazza. Tutto cominciava e tutto finiva in
Piazza. L’emozione si allargava poi in cerchi concentrici prima a tutto il
centro storico, poi fuori le mura, infine in periferia fino a raggiungere le
frazioni per fermarsi esausta.
L’avvocato riminese Benzi mi ha confessato che adolescenti, lui e Federico
Fellini, venivano ogni anno tra le due guerre da Rimini al Carnevale di Fano per
raccogliere i confetti e nella confusione toccare il sedere alle ragazze. Per
anni però regnarono poi morte e distruzione. Dopo la guerra cominciò la faticosa
ricostruzione. Già nel 1947 però riapparve in Piazza il Pupo, era uno sfollato
che rientrava con le sue povere cose in città con la carretta ma riuscì
ugualmente a far tornare il sorriso sui volti dei sopravvissuti. In Piazza al
giovedì grasso seguì sempre il martedì grasso. Decisamente una Festa ciclica tra
schiamazzi festanti e bignè alla panna lanciati sui dirigenti della Carnevalesca.
Tutti insieme appassionatamente. Liberi ed uguali, in fraternità. Poi qualcuno
ebbe l’idea di non fare più la cremazione del Pupo. In quel momento qualcosa si
spezzò. Il rito iniziava ma non si concludeva. Come poteva il Carnevale
rinascere senza prima morire. Infine venne Dario Fo. Un Premio Nobel per la
letteratura. E fu di nuovo Carnevale per tutti. Uomini, donne e bambini,
musicisti ed attori, acrobati e mimi, coristi e ballerine, pittori e bandisti,
maestri ed alunni, tutti coinvolti in una ri-creazione che sembrava non aver mai
fine. La Piazza tornò ad essere il luogo d’elezione del Carnevale, Festa della
Fecondità, Un Pupo bambino fu issato sulla Torre a sbeffeggiare i potenti e ad
irridere coloro che amano la morte più della vita. Da tutte le finestre della
Piazza arazzi narranti facevano linguacce. Dieci, cento teatri, all’aperto, con
gli spettatori confusi con gli attori, festanti, in movimento da un palcoscenico
all’altro, in un crepuscolo incantato che riconciliò finalmente Fano e la Piazza
con la sua Storia. Faceva persino caldo quella sera. E fu nuovamente grande il
Carnevale. |
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Alberto Berardi |
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Extrait de " La VOCE " n°54 |
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