Dimanche 28 février 2010 à 19h30
Notre Dame de Consolation,
Mission Catholique Italienne

23, Rue Jean Goujon 75008 Paris
Tel : 01 42 25 61 84
Métro : Alma Marceau
Entrée libre
pour information Association S’Isula Sarda
Tel : 01 46 81 71 32

 

L'Association POLIMNIA
Scuola di lingua e cultura italiana

a le plaisir de vous annoncer l'ouverture des inscriptions aux cours
 de langue et de culture italiennes du deuxième semestre

(1er février - 12 juin 2010)

Parmi les nouveaux cours d'italien proposés à partir du 1er février :
- de nouveaux cours d'italien pour débutants
- un atelier de théâtre
- un atelier de récitation poétique
- un cours sur le polar italien
- un cours sur l'histoire italienne des 19ème et 20ème siècles
- un atelier de chant
- des ateliers de cuisine
- des ateliers linguistiques le samedis matin
- des séjours linguistiques et artistiques en Italie (Sienne, les Pouilles)
- des stages intensifs (22-26 février 2010)

Nos cours ont lieu dans les 5ème, 6ème et 13ème arrondissements de Paris.
Professeurs de langue maternelle italienne.
Classes à effectifs réduits. Formation professionnelle possible.
Un test d'évaluation est accessible gratuitement sur notre site www.polimnia.eu

Téléchargez ici la lettre Polimnia N°19

 











 

Libro del Fogolar di Lione

La realizzazione di questo libro stato un grosso lavoro per noi.... lungo, faticoso, costoso...non abbiamo editore e dobbiamo quindi promuoverlo da soli...con il vostro aiuto!
L'accoglienza locale é stata molto positiva ma dobbiamo allargare la cerchia e fare un minimo di pubblicità...
Se vi interessa posso mandarvi una copia, forse potrete parlarne puntualmente, nelle rubriche culturali, libri ecc.
Vi ringraziamo anticipatamente.
Migliori saluti
Danilo Vezzio presidente del Fogolâr Furlan di Lione



Libro ? No... sono voci d'oltretomba !....

''In chej pais si sintive fevelà plui furlan che francês..''( In quei paesi si parlava più friulano che francese)

Il Fogolar Furlan di Lione dopo anni di ricerche ha portato a termine il libro ''Di ca' e di la' di une frontiere'' (Di qua e di là di una frontiera) scritto nelle tre lingue dei protagonisti, francese, friulano, italiano.

Un Fogolar Furlan moderno non puo' servire alla sua gente solo ''luaine, muset e polente'' (salsicce, cotechino e polenta) deve invece assumere il dovere della memoria, in particolare all'estero, rintracciare la nostra gente e fissare la loro storia.

Il Fogolâr Furlan di Lione ha pubblicato un libro che racconta la storia davvero straordinaria di un gruppo di famiglie originarie quasi tutte di Attimis e Nimis (Udine) e che si sono fissate nella campagna del dipartimento dell'Isère non molto lontano di Lione.

Subito dopo la prima guerra mondiale la popolazione esangue, del Friuli collinare, cerca una via di scampo alla miseria provocata dal conflitto, la Francia accetta volentieri, eravamo stati dei veri alleati e molti soldati italiani sono morti in terra Francia combattendo le truppe Austro-Ungariche, e alla fine le braccia mancavano, gli uomini erano stati decimati nei paesi, le campagne, l'industria, e l'edilizia richiedeva manodopera a volontà.

Come al solito le prime famiglie chiamarono i parenti ed i vicini di casa, ed un po' alla volta il gruppo dei friulani nei paesi di Charvieu, Chavagneux, Chavanoz, Pont de Chéruy divenne importante, si puo' dire che modifico' l'anagrafe dei paesi.

Tutti avevano trovato il loro posto alcuni continuavano a fare i contadini, facendo ''sporte di sfueis, scoves, scovez, riscjeles, zeis....'' ( borse di cartoccio di mais, scope, scopini, rastrelli, cesti..)esattamente come in Friuli, le donne in filanda o stabilimenti tessili, gli uomini in fonderie, laminatoi, oppure nell'edilizia.

La vita alla friulana continuava in terra di Francia, si scioglieva il burro ''par fa l'ont, si copave il purcît, cunins, gjalinis, razzis et ocis'' ( fare il burro cotto, si uccideva il maiale, i conigli, le galline, anatre, oche) quindi c'era anche l'orto, il vigneto per il verduzzo, portato da Nimis... all'osteria si giocava a carte briscola o tresette e si andava a ballare alle sagre che qui chiamavano ''la vogue'', in bicicletta con il fanale a ''carburo'' ma non eravamo a Treppo Grande, Tarcento, Reana, Nimis, Attimis, Faedis, ma in Francia!

I giovani friulani corteggiavano le ragazze friulane a ''fasevin l'amor'' (costruire l'amore) come si diceva, e cosi i Toffoletti sposavano i Simeoni, o Tomada i Pividori, Bertoni, Grassi, Cussigh, Del Negro,Bertolla Manzini, Pigani, Tosolini e via via tutti questi nomi di casa nostra.

Certo i friulani erano bella gente, aitante, ben fatta,...''bjelis spalis, un bjel sen'' 'belle spalle, un bel petto)...e molti si sono anche sposati con ragazzi o ragazze francesi.

Tutto andava bene fino al 1939... l'Italia dichiara la guerra alla Francia...robe da matti! Potete immaginare il disastro? I bambini nati, cresciuti, scolarizzati, in Francia, ripartire a Nimis, Attimis, dai nonni o bisnonni..per fortuna parlavano friulano, ma a scuola si insegnava l'italiano e guai a chi parlava friulano!

La guerra di nuovo, con le sue atrocità, la miseria, e alla fine si riparte di nuovo all'estero, verso la Francia...ma ora siamo dei traditori, voltagabbana, zingheri, ''sale macaronis'' che vengono a mangiare il pane dei francesi.... vi lascio immaginare la vita...

La storia di questa gente meritava più di un libro, le voci d'oltretomba chiedevano un libro per famiglia...ma già la memoria si sgretola, la nebbia, la polvere del tempo cancella, copre i dettagli, proprio quelli che contano, la vita é un cumulo di dettagli!

Sessant'anni dopo gli italiani ''traditori ''hanno saputo guadagnarsi non solo il pane, ma la stima, il rispetto, direi l'affetto, per tutti noi emigrati, ma anche per tutta l'Italia ed il Friuli naturalmente.

I sindaci dei comuni francesi ed anche quelli friulani ci hanno aiutato a realizzare questo libro, ci hanno anche accolto nei saloni del municipio, per la presentazione, offerto il rinfresco, i regali, e rivolto parole che ci rendono orgogliosi.... a noi emigrati, poveracci morti di fame, siamo ora accolti come persone importanti nei saloni dei municipi francesi, dove si entrava a chiedere la carta di lavoro, la carta di soggiorno con il nodo in gola... ed ora pronunciamo discorsi in onore di coloro che erano chiamati '' macaronis''... i nostri vecchi hanno fatto davvero un lavoro eccezzionale e vinto.... l'onore!

Si parla ancora friulano su queste terre?

Si deve grattare un po' la crosta... e le parole salgono ....come le lacrime agli occhi...ogni parola é un ricordo, bruciante, struggente, che torce l'anima, le budella... .....''la cjase di me none a jere in vie Molmentêt , sul ronc, la stale, il pojul, il toglât..'' ( la casa di mia nonna si trovava in via Molmentet, sulla collina, c'era la stalla, il poggiolo, il fienile)

Ecco gente che non parlava più friulano da decenni, ma é bastata una scintilla e si riparte con un bel misto di vecchio friulano, ''scarpéz, staféz, zeis, pedrât, sotpuarti, spolert, stue... ma cemût? Cuanche o soj rivade in Friûl mi clamavin la francese, cuanche o soj tornade in France cinc ains dopo, mi clamavin la taljane, ma jo' o soj furlaaneee!'' (ciabatte tipiche, cesti, ciottolato, sottoportico, cucina economica, stufa.... ma come? Quando sono arrivata in Italia mi chiamavano la francese, quando sono tornata in Francia mi chiamavano l'italiana, ma io sono friulana!''

Voci d'oltretomba ?

In realtà ci sono ancora dei pionieri viventi, quasi tutti centenari, adirittura ultracentenari, sono in case di riposo, la loro veneranda età non permette fantasie, ma ho avuto l'occasione di fare una sorpresa ad una di queste figure storiche, una signora che non mi aveva mai visto prima, e mi sono rivolto a lei dicendogli : ''fevelistu ancjmo' furlan fantate?'' (parla ancora friulano signorina?)mi fissa un attimo per tentare di capire chi ero e mi risponde :''o feveli ce che t'ûs... furlan, taljan, francês, todesc... '' ( parlo quello che vuoi tu, friulano, italiano, francese, tedesco...)era mezzo secolo che non aveva parlato friulano.... una lingua per lei che veniva d'oltretomba !

Questo libro vuole essere un primo passo verso un lungo processo di ricerca di ogni traccia di friulanità nel mondo, questa ricerca dovrà essere svolta da tutti i comuni friulani per sapere dov'é finita la propria gente, utilizzando i Fogolars-Consolato Generale del Friuli, sparsi su ogni continente, dobbiamo far parlare le voci di oltretomba, far raccontare la loro storia...é maestra di vita !

Ogni famiglia friulana, o italiana dovrebbe averne una copia, le storie che raccontiamo non sono ''telenovele'' ma sono la vita di tutti i parenti che sono partiti ed hanno fatto onore alla nostra terra.
Danilo Enzio

fogfurlyon@orange.fr



Italo Calvino| Langue et civilisation italiennes
Association culturelle italienne à Paris
Horaires activités - Saison 2009|2010


COURS DE LANGUE ITALIENNE
A partir du 4 Janvier 2010 : ouverture de 2 nouveaux cours pour débutants

SIEGE
75, rue de la Réunion 75 020 Paris

Mardi
9h30 – 11h00 Nouveaux débutants
14H30-16H00 Débutants
18H00-19H30 3e année
19H35-21H05 2e année

Mercredi
18H00-19H30 Nouveaux débutants
19H35-21H05 Perfectionnement

Vendredi
18H00-19H30 2e année
19H35-21H05 Débutant

BERCY
8-18 rue de Bercy 75 012 Paris

Lundi
14H30-16H00 Débutants

AGECA
177, rue de Charonne 75 011 Paris

Jeudi
18H00-19H30 Débutants
19H35-21h05 3 année

CIVILISATION ET LITTÉRATURE ITALIENNE

SIEGE
75, rue de la Réunion 75 020 Paris
(près de la place de la Réunion)

Lundi :
9H30-11H00 Vita in Italia (Conversation / Civilisation)

1 Vendredi sur 2
10H00-12H00 Letture italiane (littérature)

BERCY
8-18 rue de Bercy 75 012 Paris

Lundi :
18H00-19H30 Conversation / Littérature 1
19H35-21H05 Conversation / Littérature 2

THÉÂTRE EN ITALIEN

1 Samedi après-midi par mois de 15h00 à 19h00
Calendrier : 19 Sept – 10 Oct – 14 Nov – 5 Déc 2009 -23 Jan – 13Fév
13 Mars – 10 Avr – 22 Mai – 12 Juin 2010

Un 2e cours démarrera le samedi 16 janvier, de 15h à 18h

Théâtre 77
sis au 77, rue de Montreuil 75 011 Paris

 

 

A Lione
Un Friûl par Simpri (Friuli per Sempre )e senza mummificazioni !
I Fogolars Furlans non potranno mai morire se ora delle associazioni del Friuli vengono loro incontro !

In dicembre si sono svolte a Lione delle manifestazioni importanti ed é un'ulteriore prova che l'associazionismo classico, tradizionale, come il Fogolâr Furlan é ancora attivo ed indispensabile alla comunità italiana nel mondo, la lenta metamorfosi dei Fogolârs é iniziata, ma potrà realizzarsi solo attraverso gli attuali sodalizi ed il sostegno delle associazioni in regione chiunque esse siano.

Il Fogolar Furlan di Lione con il suo comitato direttivo unito e dinamico, mantiene un'attivittà intensa durante tutto l'anno, sia con manifestazioni indipendenti, sia in collaborazione con altri organismi, come con La Clape Friûl dal Mont (Gruppo Friuli dal Mondo)che quest'anno é venuta da Udine a Lione per consegnare il premio Friûl par Simpri (Friuli per Sempre)

A Lione questa tradizionale festa natalizia si rivolge particolarmente alle persone anziane, che sono la storia vivente, della nostra emigrazione ed integrazione, quest'anno il Fogolar Furlan di Lione é stato onorato con la premiazione di 3 personalità friulane che vivono da ''secoli'' in questa città.

L'eccellente presidente della Clape, Giampaolo Della Schiava, l'attivissimo presidente del Fogolâr Furlan di Monfalcone, Franco Braida, e la dotta scrittrice, ricercatrice dottoressa Barbara Bacchetti, hanno onorato Lione con la loro presenza, sono venuti appositamente per consegnare il premio Friûl par Simpri a tre friulani che il Friuli aveva ormai dimenticato.

Il premio é fatto su misura per noi friulani ''tal forest'' (all'estero) é un grande riconoscimento per piccola gente, che forse non ha inventato l'acqua calda, ma ha portato alto il nome del Friuli nel mondo, gente rimasta innanzitutto genuinamente, integralmente, friulana.

Rammentiamo che la Clape é una associazione creata in Friuli per accompagnare il friulani rientrati in Patria ma le sue relazioni con i Fogolars sono privilegiate, per cui le sue attivittà vanno oltre gli obiettivi di origine.

Il premio creato dal suo presidente, Giampaolo Della Schiava, in stretta contiguità con le Amministrazioni Regionali, Provinciali, Comunali, consiste in un'opera artistica realizzata da creatori friulani, questa volta si trattava di una ceramica di Anna Urbani, che rappresenta una valigia, ed i mezzi dell'emigrazione, cioé una nave, ed un treno in partenza, c'é anche una medaglia di bronzo realizzata da David Cargnelutti che raffigura l'emblema del Friuli, cioé l'aquila patriarcale, e una targa dove c'é inciso il nome dell'emigrante premiato ed il paese di origine.

L'opera artistica é fissata su una tavoletta e rinchiusa in un cofanetto in legno, ricavato da un abete della foresta millenaria di Tarvisio, con il quale si realizzavano strumenti musicali, come il violino, violoncello, quest'albero era chiamato abete di risonanza.

Il Fogolâr Furlan di Lione é stata la prima associazione ad accogliere e consegnare l'onoreficenza, ed é veramente un grande onore anche per tutti i membri..... ci sentivamo abbandonati da tutti i nostri compatrioti, invece grazie a Gianpaolo Della Schiava, il Friûli ci viene di nuovo incontro, e riconosce i suoi figli da tempo dimenticati !



Ernesto Tomada 102 anni con uno dei figli




Giampaolo Della Schiava, Franco Braida,
 Ernesto Tomada ed i suoi due figli





da destra D.Vezzio, A. Pischiutta, GP Della Schiava, I. Beorchia, B. Bacchetti, F. Braida





da destra D. Vezzio, D. Fattori,
GP Della Schiava, B. Bacchetti, F. Braida

Ecco parzialmente le motivazioni per ogni premiato.

Ernesto Tomada
Questo signore ha 102 anni, é nato il 23 febbraio 1907 a Segnacco in provincia di Udine...come si fa raccontare più di un secolo di vita ? Non si puo'...é la memoria della friulanità a Lyon e di tutto il circondario, da solo é tutta la storia dell'emigrazione italiana e friulana, nel 1925 la famiglia doveva partire in America, poi il destino decise altrimenti, passando da Digoin, nel dipartimento della Saone et Loire, Ernesto si é ritrovato, nel 1927, a Vaulx en Velin, periferia industriale di Lione, questo signore é un monumento nazionale, che ha fatto onore all'Italia, al Friuli e a tutti noi...lavoro, onestà, dedizione, ha tutte le buone qualità della nostra gente, anche quella della discrezione, che non vogliamo turbare di più... é nato, friulano, ha vissuto da friulano é rimmarrà friulano....

Un'altro monumento della friulanità a Lione é il presidente Adelmo Pischiutta, nato nel 1916 quindi 93 anni, in gennaio farà 94, anche lui é la storia e l'enciclopedia dell'italianità di Lione, era presente a Lione in un periodo in cui gli italiani radevano i muri, ed abbassavano la testa, ora grazie a gente come lui stiamo dritti, come Ernesto anche Adelmo ha costruito il rispetto per noi tutti, impossibile riassumere la sua azione in Lione, basti dire che alla sua étà é ancora presidente dei combattenti e reduci italiani... certo che ce ne sono ancora ! Sono con lui, gli ultimi testimoni, della più grande abberrazione dell'umanità, la guerra... un solo esempio Adelmo Pischiutta nel 39 bombardava Barcelonette, nel 47 chiedeva pane e lavoro alla Francia, la sua azione a Lione onora tutti gli italiani ed i friulani, ha sempre difeso la nostra dignità e guadagnato il rispetto di tutti e per noi tutti, nel silenzio, senza vantarsi, senza alzar il tono, senza esigere niente, ed ora a 93 anni, prende cura della moglie Lea, con i valori friulani che gli sono stati inculcati.

La signora, Irene Beorchia é un bel fiore del Friuli, e nata a Trava di Lauco in Carnia una delle più belle regioni del Mondo, ci sono le Dolomiti ora patrimonio mondiale dell'Unesco quindi anche ''madame-signora'' Beorchia é un patrimonio mondiale dell'umanità, ed il premio che gli consegniamo quest'oggi é quasi una sorpresa per lei, la sua modestia non le lasciava immaginare che avrebbe potuto ricevere questo riconoscimento... non vogliamo metterla a disagio, solo due parole.. la famiglia Beorchia é molto conosciuta in Carnia ed in Italia, ha dato senatori ed alte autorità, ma anche a Lione hanno una dinastia, e contribuito allo sviluppo della metropoli.

''Madame-signora'' Beorchia é un fiore della friulanità, la vita non é stata facile per lei, vedova a quarant'anni con bimbi piccoli e drammi di cui non parleremo, non si é mai lamentata, con forza d'animo carnica, ha protetto la sua famiglia che si trova a cavallo su due paesi la Francia e l'Italia; come se non bastasse é sempre stata presente per la comunità italiana e sopratutto friulana di Lione.. la Croce Rossa Italiana, la Missione Cattolica, il Fogolar Furlan... '''madame-signora'' Beorchia é della razza delle portatrici carniche, quelle che con la gerla sulla schiena, che nella guerra 14/18 sotto il fuoco nemico portavano cibo e munizioni su sentieri inaccessibili, in silenzio, piegandosi sotto il peso, ''madame-signora'' Beorchia é una delle nostre ''femenutes'' una parola che ha mille significati in friulano, qui vuol essere tenerezza, discrezione, coraggio, generosità, dedizione... basta cosi .. troppe parole uccidono le parole... gli abbiamo dato il premio con tutta la nostra riconoscenza, per il lavoro fatto e per quello che farà ancora nel futuro, stringiamo al cuore tutta questa friulanità che é davvero eccezionale...


Questa manifestazione del 5 e 6 dicembre é stata molto densa e la massa di informazioni contatti scambiati é enorme !

La dottoressa Bacchetti ci ha esposto la sua attivittà letteraria riguardante le tradizioni popolari del Friuli e della Carnia, i suoi libri sono di un grande interesse, e chiaramente bisognerebbe fare delle conferenze in luoghi e momenti più adatti e calmi, affinché possa esprimersi e valorizzare le sue opere.

Franco Braida il presidente dell'attivissimo Fogolar Furlan di Monfalcone ci ha portato delle notizie riguardo i profondi cambiamenti che si opereranno prossimamente in seno all'Ente Friuli nel Mondo, cambio di presidente, e forse definizione di una nuova politica per le associazioni come i Fogolars Furlans, é sul posto e quindi ha delle informazioni più fresche.

Il nuovo Console Generale d'Italia dottoressa Laura Bottà nell'impossibilità di presenziare personalmente alla nostra manifestazione ha delegato l'autorevole dottoressa Donatella Fattori, per rappresentare l'autorità consolare, ci ha rivolto delle gradite e sensibili parole, dimostrando l'apprezzamento personale e delle autorità consolari, per il Fogolar Furlan di Lione.

A questa grande festa natalizia in onore degli anziani, abbiamo anche presentato la nostra ultima opera ''monumentale'', un il libro che il Fogolar Furlan ha scritto in tre lingue, ''Di ca e di la di une frontiere'' (Di qua e di là di una Frontiera).

Sono anni che lavoriamo per realizzare questo libro ma finalmente ce l'abbiamo fatta, abbiamo dopo aver raccolto, intervistato, collezionato foto, abbiamo passato le notti a redigere, correggere, perfezionare, ma ne riparleremo... questo libro sarà l'oggetto di un grande servizio speciale.

Per ora quello che ci interessa é il premio Friûl par Simpri venuto specialmente dal Friuli tramite l'associazione La Clape, é una riconoscenza importante da parte dei nostri fratelli della piccola Patria e corrisponde ad un nuovo tipo di rapporto tra il ''Friûl tal Forest ed il Friûl Storic'', (tra il Friuli all'Estero ed il Friuli Storico) il viaggio realizzato da Giampaolo Della Schiava, Franco Braida, e Barbara Bacchetti é segno di grande rispetto verso di noi, una cosa tangibile, visibile, che ci fa sentire più vicini al Friuli.

Grazie quindi alla Clape per l'iniziativa, per l'immenso lavoro svolto e sopratutto per aver assunto la missione di dimostrare una vera friulana fratellanza, verso gente che era stata, perlomeno dimenticata, per non dire dispersa sul fronte dell'emigrazione .

Migliori saluti ed auguri per il 2010

Daniel Vezzio

 

  Italia, che festa !




Un véritable succès pour
les créateurs italiens invités
à la vingt-cinquième édition
du prestigieux Salon du livre
et de la presse jeunesse,
en Seine-Saint-Denis.

 

C’est dans un espace bariolé aux allures de village italien que se sont donné rendez-vous les 25 auteurs et illustrateurs italiens invités d’honneur au prestigieux salon dédié à la littérature de jeunesse, à Montreuil. Du 25 au 30 novembre, plusieurs ateliers, rencontres et tables rondes ont permis à ces auteurs, dont la quasi-totalité est déjà connue en France, d’éclairer le public, scolaire, professionnel ou simple amateur, autour du processus de la création. Une occasion, pour l’AIE, l’Association des Editeurs Italiens, de montrer la diversité et la créativité de l’édition de jeunesse de la Botte, notamment dans le domaine du graphisme. Et si c’est sur fond de musique classique que la jeune illustratrice Allegra Agliardi a conduit son atelier de dessin destiné aux tout petits, un brouhaha spontané a accueilli Francesco Tullio Altan, père de la mythique chienne Pimpa. Au cours de la semaine, au Caffè Letterario des écrivains de livres pour ados tels Silvana De Mari, Silvana Gandolfi et Roberto Piumini rencontraient les collégiens et les lycéens de nombreux établissements franciliens. Très sollicités, les illustrateurs Roberto Innocenti et Chiara Carrer se partageaient entre le stand de la librairie italienne et celui de leur éditeur français pour les dédicaces. Comment illustrer le célèbre Gianni Rodari?? Ce sont Silvia Bonanni, Anna Laura Cantone, Alessandro Sanna, Altan et Beatrice Alemagna qui nous l’ont expliqué, dans l’un des rendez-vous incontournables de la semaine. Cahier à la main, en revanche, pour les professionnels réunis, dans la journée de lundi, pour connaître l’état des lieux de la littérature de jeunesse en Italie ainsi que les passerelles existantes entre le Bel Paese et la France. Et c’est autour d’un verre que le festa a pris fin, en laissant le goût d’un échange enrichissant et l’envie de repartir, les enfants comme les adultes, un bon livre sous le bras.
 

Propos recueillis par Lella Tonazzini

Suite de l'article dans " La VOCE " n°54

L’Italie à l’honneur au Salon
Européen du livre de Dijon
du 27 au 29 novembre 2009

Sous le Haut-Patronage de Son Excellence l’Ambassadeur d’Italie, Giovanni Caracciolo di Vietri, le salon du livre de Dijon vient de fermer ses portes avec un record de 11 000 visiteurs sur les 3 jours.
Ce salon est organisé par la Société des Auteurs de Bourgogne (SAB) et par André Cardinali, originaire de la région de Parma (Bedonia ) par ses parents.
Ce n’est pas la première fois, qu’André Cardinali organise des événements avec l’Italie ; en 2002, il a créé et orchestré le 1er défilé de mode européen « Cumulus Fashion Tour » avec la participation de 20 pays européens à la Triennale di Milano.
L’italie était à l’honneur en Bourgogne avec plusieurs événements spécialement conçus pour l’Ambassadeur, comme la Commémoration en hommage à Giuseppe Garibaldi avec la présence de son arrière-petite fille Annita Garibaldi, la remise de la médaille de la ville de Dijon par le Sénateur-Maire, François Rebsamen, la clôture de l’exposition Piranèse « Vues de Rome » au Musée des Beaux-Arts de Dijon, les tables-rondes au Café littéraire sur Garibaldi et le patrimoine de la littérature Italienne.
L’Ambassadeur était l’invité d’honneur et a été intronisé à l’occasion du 75e anniversaire de la Confrérie des Chevaliers du Tastevin au Château du Clos Vougeot en présence de Dominique de Villepin.
Tous les grands médias italiens (RAI, Corriere della Serra, ANSA, etc.) ont répondu présents pour couvrir tous ces événements.

Fellini à Dijon
En parralèle, des deux événements Fellini à la Cinémathèque et au Jeu de Paume à Paris, une projection privée du film « La Strada » a eu lieu pour les jeunes cinéphiles de Dijon, les partenaires et le COM.IT.ES de Dijon au cinéma Desvosges.
Le Salon Européen du livre de Dijon a reçu les soutiens de :
– Instituts Culturels Italiens à Paris et à Lyon
– Consulat Général Italien. Responsable du Bureau de Dijon, Mme Monica Ronzetto.
– COM.IT.ES de Bourgogne. Mr Léo Molinaro (12 000 italiens en Bourgogne et Franche-Comté)
– Fondation Dante Alighieri. Comité de Dijon. Mr Sgro Jean-Claude
– Association des Professeurs Italiens de l’Académie de Dijon. (APIAD) Madame Marguerite Anache-Mandruchi.
 

LA VOCE apporte son soutien à André Cardinali.
Contact : André Cardinali – dcardinali@hotmail.com
06 20 51 71 63 – www.cardinali-andre.com
Site du salon : www.saloneuropeendulivre.com

Extrait de  " La VOCE " n°54






 

Oristano - Ogliastra :
due Province a l’unisono

Presentati a Parigi nel Centro di Accoglienza della Stampa Estera (CAPE) situato nel Grand Palais, due eventi-incontri, per le due province sarde quella di Oristano e dell’Ogliastra.
Non un confronto ma un’unione come hanno voluto precisare i Presidenti dei due Sistemi Turistici Locali Marco Mannu e Luigi Mereu, concordi nell’affermare che: «la promozione unitaria di più territori si dimostra fortemente incisiva e vincente in quanto va oltre l’individualismo spiccato dei sardi e, oltre ad assicurare forti risparmi economici, porta all’?estero un’immagine dinamica ed innovativa della Sardegna».
Il saluto dalla Sardegna lo ha portato anche il Presidente della Provincia di Oristano Pasquale Onida, l’Assessore Mario Matta e, l’Assessore al Turismo dell’Ogliastra Gianpiero Melis.
Un invito a scoprire e riscoprire queste due Province straordinarie.
Stessa longitudine, situate al centro dell’isola, una ad occidente, dove tramonta il sole e, l'altra ad oriente, dove sorge. Legate da un elemento comune: l’acqua, simbolo di vita. Un’occasione per far venire voglia, ai tanti presenti, di recarsi sul posto per vivere le emozioni che fanno di quest’isola uno scrigno di vita unico. Visto il numero di centenari che ne fa un primato. Presentata una Sardegna insolita, quella di tutti i giorni, di tutte le stagioni e di tutto l’anno, la vera… quella che bisogna ugualmente conoscere.
In questa piccola terra di 20.090 km quadrati ci sono delle parole che hanno ancora molta importanza come autenticità, identità e ospitalità.
L’ospitalità riconosciuta anche nel passato da Antoine-Claude Paquin detto Valery che ha scritto: «ho cercato di descrivere le premure, la grazia dell’ospitalità corsa..., ma c’è in questa ospitalità qualcosa della vanità francese. L’ospitalità sarda ha tutto un altro carattere: essa è, se si può dirlo, più primitiva, più antica, più semplice, più universale» (Estratto dal suo libro «Viaggio in Corsica, all’isola d’Elba e in Sardegna» nel 1834).
La morfologia dell’isola è varia, ogni epoca geologica ha definito i diversi paesaggi. Si può constatare visitando la Provincia di Oristano e dell’Ogliastra. È un piccolo continente in miniatura. Mare, coste, monti, colline, fiumi, laghi e natura. Ma anche storia, arte e cultura e il piacere della tavola con la sua gastronomia. L’etno-enogastronomo Angelo Spanu ha presentato le specialità culinarie e, i prodotti enogastronomici delle due Province. Spiegando che: «la cucina sarda è in prevalenza costituita dai prodotti naturali della terra e del mare. Unisce i piatti dell’antica tradizione pastorale e contadina a quelli di origine marinara. Il sapore viene esaltato dagli aromi e dai profumi della flora mediterranea dell’isola. La gastronomia sarda ha una grande varietà di pietanze. Riesce a dar luogo ad un trionfo di sapori unici e, questa varietà è figlia di usi e costumi diversi. La tradizione gastronomica sarda è semplice e austera e possiede gusti, sapori e odori a volte insoliti, soprattutto per le persone non sarde.»
Per l’appuntamento culturale, animato dal giornalista Michele Canonica, Presidente della Dante – Comitato di Parigi e della radio L’Italia in diretta, un incontro-dibattito con la giovane scrittrice sarda Michela Murgia, autrice di «Il mondo deve sapere», «Viaggio in Sardegna» e «Accabadora», prossimamente tradotti in francese. Parole, immagini delle due Province proiettate nello schermo ed anche musica. La musica del Maestro Ivo Zoncu che si è esibito, con la sua chitarra, in pezzi dai titoli evocatori, tra i quali: «Solstizio» ispirato alla cultura nuragica ed al rito del sole, «Notti magiche a Tharros» e, «Maimone». E per concludere le due serate una degustazione di prodotti tipici sardi, preparata dallo chef Elia Saba... per il piacere del palato.
 

Michela Secci

Extrait de  " La VOCE " n°54

Il Carnevale
di Fano,
festa di popolo












 

Il Carnevale nasce in Piazza ed in Piazza muore. Ci sono documenti che lo attestano. A cominciare da un atto giudiziario del 1453 in cui si riporta che durante l’antico rito della «renovatio del Carnovale» consistente nel lanciare in aria con una coperta «una mascara di omo pino di paglia» e nel lanciare il grido: «El va… el va …» seguito dalla corale risposta: «lascia che vada, che tornerà…» alcuni buontemponi fanesi sostituirono al fantoccio un uomo vero, guarda caso, un ebreo, certo Aronne. Ma la coperta si «squartò», Aronne si «roppe la spalla» ed avanzò denuncia. Prova provata che la Piazza, anche nel tardo medioevo, era il luogo della Festa di Popolo. Come nella Firenze di Lorenzo il Magnifico che qualche anno dopo, vedendo il carro di Bacco ed Arianna sfilare di Carnevale in Piazza della Signoria, con diverso stile, cantava: «Quanta è bella giovinezza, / che si fugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c’è certezza». Solo dopo veniva la cremazione del Pupo, fantoccio di paglia ed abiti laceri. Purtroppo invalse anche l’uso di bruciare nelle Piazze italiane anche uomini e donne in carne ed ossa. A Firenze toccò a Girolamo Savonarola, a Roma in Campo dei fiori a Giordano Bruno, (era il Martedì Grasso del 1600 ed il Papa era fanese). Il rogo del Pupo in Piazza (pudicamente definito «cremazione» e qualche volta «apoteosi» nei manifesti ottocenteschi) avveniva dopo sei giorni di eccessi nelle attività primarie della alimentazione e della procreazione con i relativi atti propiziatori. Qualcuno doveva pagare per le trasgressioni individuali e collettive. Per motivi turistici, che servono per giustificare ogni imbarbarimento della storia e delle tradizioni cittadine, oggi le domeniche di Festa sono aumentate a dismisura ed hanno varcato il confine una volta assolutamente invalicabile della Quaresima. Nella Piazza il Pupo sostava per tutto il periodo carnevalesco sotto gli archi del Palazzo presenziando ai Veglioni in Teatro ed alle sfilate per il Corso mentre il carosello di carri allegorici concludeva la sfilata in Piazza. Tutto cominciava e tutto finiva in Piazza. L’emozione si allargava poi in cerchi concentrici prima a tutto il centro storico, poi fuori le mura, infine in periferia fino a raggiungere le frazioni per fermarsi esausta.

L’avvocato riminese Benzi mi ha confessato che adolescenti, lui e Federico Fellini, venivano ogni anno tra le due guerre da Rimini al Carnevale di Fano per raccogliere i confetti e nella confusione toccare il sedere alle ragazze. Per anni però regnarono poi morte e distruzione. Dopo la guerra cominciò la faticosa ricostruzione. Già nel 1947 però riapparve in Piazza il Pupo, era uno sfollato che rientrava con le sue povere cose in città con la carretta ma riuscì ugualmente a far tornare il sorriso sui volti dei sopravvissuti. In Piazza al giovedì grasso seguì sempre il martedì grasso. Decisamente una Festa ciclica tra schiamazzi festanti e bignè alla panna lanciati sui dirigenti della Carnevalesca. Tutti insieme appassionatamente. Liberi ed uguali, in fraternità. Poi qualcuno ebbe l’idea di non fare più la cremazione del Pupo. In quel momento qualcosa si spezzò. Il rito iniziava ma non si concludeva. Come poteva il Carnevale rinascere senza prima morire. Infine venne Dario Fo. Un Premio Nobel per la letteratura. E fu di nuovo Carnevale per tutti. Uomini, donne e bambini, musicisti ed attori, acrobati e mimi, coristi e ballerine, pittori e bandisti, maestri ed alunni, tutti coinvolti in una ri-creazione che sembrava non aver mai fine. La Piazza tornò ad essere il luogo d’elezione del Carnevale, Festa della Fecondità, Un Pupo bambino fu issato sulla Torre a sbeffeggiare i potenti e ad irridere coloro che amano la morte più della vita. Da tutte le finestre della Piazza arazzi narranti facevano linguacce. Dieci, cento teatri, all’aperto, con gli spettatori confusi con gli attori, festanti, in movimento da un palcoscenico all’altro, in un crepuscolo incantato che riconciliò finalmente Fano e la Piazza con la sua Storia. Faceva persino caldo quella sera. E fu nuovamente grande il Carnevale.

Alberto Berardi

Extrait de  " La VOCE " n°54

 

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