Silvia Parisotto si è esibita a Parigi in occasione del Gran Galà de ‘‘Les Clefs d’Or”


In occasione del Gran Galà de ‘‘Les Clefs d’Or”, l’associazione dei concierges francesi presieduta da Dominique Guidetti, Silvia Parisotto si è esibita con il suo gruppo, gli Oltretango, in uno spettacolo musicale in cui le tipiche sonorità argentine si sono mischiate a testi italiani. In questa intervista, la cantante toscana ci parla della sua attività e dei suoi progetti per il futuro.

Come è entrata in contatto con l’associazione “Les Clefs d’Or” ?

È stato un incontro casuale, avvenuto durante un viaggio di piacere. Dominique mi parlò della sua attivita e dell’associazione “Les Clefs d’Or”. Dopo avermi sentito cantare, è rimasto colpito dalla nostra musica e così ci ha chiamato per animare questo evento.

Come è cominciato il suo percorso artistico?

Dopo la scuola non sapevo se continuare gli studi all’università o intraprendere una carriera artistica. Un giorno mi capitò tra le mani un volantino pubblicitario di una scuola di Milano, dove si studiava danza, canto e recitazione. Mi iscrissi a quei corsi e, dopo aver studiato varie discipline, capii che il canto era quello che volevo veramente fare. Mi sono così lanciata in questa nuova avventura provando con differenti gruppi musicali in varie situazioni. Mi son cimentata in molti generi musicali : dal rock al pop passando per il jazz e così via. Solo dopo aver testato differenti stili ho potuto capire quale è la mia vera anima artistica e cosa voglio fare. Qualche anno fa mi recai in Brasile per una tournée durata più di un mese, dove conobbi autori brasiliani che mi permisero di entrare in contatto con la loro musica Da lì nacque una collaborazione conclusasi con un disco intitolato “Agua”.

Ci può parlare del suo ultimo progetto ?

Ho realizzato recentemente un disco chiamato Oltretango (con Alessandro Golini al violino, Paolo Batistini alla chitarra e Gianluca Casadei alla fisarmonica). Si tratta di un album di 8 pezzi, di cui 7 cover, arrangiato dal violinista del gruppo sotto la mia supervisione. Abbiamo ripreso degli standard argentini e li abbiamo riadattati nel nostro stile, sempre lasciando testi in italiano. A questi sono stati poi aggiunti alcuni classici della musica italiana, riarrangiandoli con sonorità tanguere. Il risultato è una contaminazione culturale di ampio respiro

Come è nata l’idea?

Da sempre amo i connubi culturali tra vari generi musicali. Penso che la contaminazione reciproca sia essenziale per “colorare” l’arte e al tempo stesso mantenere vive le radici. Per questo ho scelto di fare questo concerto, con arrangiamenti di tango argentino cantati in italiano. Esibirmi nella mia lingua per me significa raccontare una storia, un’attività che non può prescindere dal cantare.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

L’obiettivo è quello di portare questo progetto in giro per i teatri italiani ed Europei. Stiamo riscontrando una buona risposta da parte del pubblico e vogliamo continuare per questa strada. Sarebbe fantastic poter tornare qui in Francia con altre date. Vi terremo aggiornati sulle nostre novità!


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