Dalla danza al giornalismo: il viaggio straordinario di Alessandra Pesaturo
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Dietro ogni carriera esiste un momento in cui tutto si allinea: esperienza, talento e un pizzico di magia.
Per Alessandra Pesaturo, ex tersicorea, oggi giornalista e conduttrice con numerosi riconoscimenti all’attivo (tra cui il Premio Personalità Europea), vale una mescolanza di tutto questo: «Forse era scritto nel mio destino», dice sorridendo. Un risultato che non arriva per caso, ma è il riflesso di un percorso costruito con passione, determinazione ed incontri importanti. Recentemente è stata ospite su Rai2 del programma “La Porta Magica”, dove ha raccontato la sua storia. Dalla formazione alle esperienze sul campo, fino alle collaborazioni con grandi nomi della televisione italiana. «La mia vita sembra un film: ho iniziato a ballare tardi, ma già alla prima lezione di danza classica sembravo una predestinata. Mia mamma mi raccontava che ballavo sempre e desideravo ardentemente un tutù rosa. In realtà ero cagionevole di salute e per questo non mi iscriveva mai». Una passione che non si è mai affievolita, fino ad approdare al primo provino in tv: «C’era una selezione per una trasmissione con Lino Banfi, “Se Parigi”. Mi avevano sconsigliato di partecipare perché si vociferava avesse già completo il cast. Invece andai, e fui presa come prima riserva. Una delle titolari successivamente si infortunò, ed ebbi il mio primo contratto». A questo seguirono molti altri come solista e prima ballerina, ed iniziò una carriera intensa. Alessandra Pesaturo, romana doc, giornalista dal 2004 e professionista dal 2010, ha un passato come prima ballerina di note trasmissioni televisive Rai e Mediaset come - solo per citarne alcune - “Pronto Raffaella” edizioni 1984/1985 (Rai 1), “Domenica In” edizione nel 1988 e 1989 (Rai 1), e in forze nelle trasmissioni del Bagaglino dal 1990 al 1995, dove ha ricoperto sempre ruoli come prima ballerina. Lasciata la danza e laureatasi in Scienze della Comunicazione, ha voluto seguire la sua seconda passione, la scrittura, intraprendendo la strada del giornalismo. È stata inviata per alcune trasmissione televisive Mediaset e Rai: dal “Festival di Napoli” a “La notte delle muse”, da “Coriandoli” a “Arancia o Limone”. Ha avuto esperienza nella conduzione come “Il festival della canzone romana” con Michele Mirabella su Rai International e “La Notte Bianca” per Rai Trade. Sulla nostra domanda se ami la Francia, Alessandra non ha dubbi: ripete che Parigi è una città bellissima e molto romantica. Ama perdersi per le strade e le viuzze di alcuni quartieri tipici come Montmartre, e descrive come mozzafiato l’impatto visivo con gli Champs-Élysées e la Tour Eiffel. Ha ovviamente visitato il Louvre e visto il leggendario spettacolo del Moulin Rouge, ma quello che le è piaciuto di più è stata la crociera sulla Senna con cena a lume di candela. Sono passati dieci anni da quando ha messo piede l’ultima volta in Francia, ma ci assicura che vuole tornarvi presto.
Come ti descriveresti in poche parole?
«Ottimista, sognatrice e autoironica. Non posso fare a meno dello sport, di un buon piatto di matriciana e di lunghe nuotate al mare. Sui difetti, direi che sono un tantino permalosa, emotiva, diretta».
Attualmente giornalista. Dove lavori?
«Oggi sono in forze alla redazione di Rete Oro, storica emittente romana, nella redazione del tg news per la realizzazione di servizi giornalistici e la conduzione di programmi di approfondimento come Up&Down e “Informa Municipi”».
Dalle luci del varietà alla scrivania di redazione: come si affronta un salto del genere?
«Ho buttato il cuore oltre l’ostacolo. Ho lasciato una passione e un lavoro certo, la danza - che mi aveva regalato una carriera fantastica - per l’incerto. Mi rendevo conto che a un certo punto avrei dovuto smettere, cambiare. Allora ho deciso di rischiare inseguendo un’altra passione: la scrittura».
Quali sono i “passi di danza” che ti sono tornati utili nel fare informazione?
«La danza è una scuola di vita. Per raggiungere livelli alti servono ripetizione del gesto fino alla perfezione, perseveranza, caparbietà, resilienza. Attitudini, queste, di cui necessita anche la professione giornalistica».
Il corpo e la parola: come cambia il modo di comunicare con il pubblico?
«Quando si balla si comunica con il gesto, lo sguardo, il corpo: un linguaggio non verbale molto potente che, attraverso l’emozione, costruisce un rapporto con il pubblico. L’arte del verbo ha bisogno dello strumento dialettico: noi giornalisti facciamo l’amore con le parole, cerchiamo il lemma esaustivo da attribuire a un concetto per spiegare con chiarezza al lettore».
Hai lavorato con mostri sacri della TV, come la grande Raffaella Carrà. Cosa ti sei portata dietro da quell'epoca d'oro?
«Era una televisione molto curata, professionale: quello che apparentemente sembrava improvvisato era studiato. C’erano registi e autori brillanti che scrivevano copioni dettagliati con canzoni, scenette, gag. Solo per citarne alcuni: Dino Verde, Carla Vistarini, Pier Francesco Pingitore. Ho imparato ad essere professionale, puntuale, a mettermi in gioco. E, osservando questi grandi professionisti, ho acquisito sempre nuove competenze».
“La Porta Magica” e il coraggio di cambiare: che consiglio daresti a chi ha paura di reinventarsi?
«Bisogna rischiare, anche quando si ha timore. Rimanere nella zona di comfort non ti dà nessuna chance. Il consiglio è quello di non ascoltare mai i detrattori, perché riversano i loro limiti e le loro paure su di te. Se li avessi ascoltati, non avrei concluso granché nella mia vita».
Lisa Bernardini














