Federica Pellegrini, campionessa internazionale di nuoto

La campionessa internazionale di nuoto Federica Pellegrini ha partecipato ad una conferenza stampa, lo scorso 22 marzo, tenutasi presso la sede romana dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, quando si è recata per ritirare il Premio sportivo alla Carrieraassegnatole appunto dai giornalisti di testate straniere presenti nel nostro Paese. Il nostro magazine degli Italiani in Francia, che ha una postazione nella redazione di Roma, non poteva certo mancare all’appuntamento.



Un successo netto la scelta finale sul nome di Federica Pellegrini, affermatasi su candidati in lizza altrettanto amati, come ad esempio Valentino Rossi.

Alla presenza della neo-eletta Presidente della Stampa Estera, la giornalista turca Esma Çakir della Agenzia DHA e canale NTV, la Pellegrini si è presentata emozionata e molto felice di presenziare all’appuntamento.

La motivazione del riconoscimento : Per il suo impegno prestigiosoed il suo curriculum internazionale, dopo più di vent'anni di competizione. Con le partecipazioni a cinque Giochi Olimpici, un Oro Olimpico, sei Ori ai Campionati del Mondo e sette Ori Europei, la Pellegrini si è ritirata il 30 novembre, meritandosi il soprannome ‘Divina’.

Applausi, foto e tante domande, per un incontro che si è svolto anche in streaming nella postazione social facebook della Associazione della Stampa Estera e che ha visto una affabile Federica rispondere volentieri a tutte le domande che le sono state poste dai presenti.

“Volevo ringraziarvi per questo onore: di sicuro, un Premio alla carriera dalla stampa estera non è che capiti tutti i giorni, quindi veramente grazie di cuore per aver fatto il mio nome, per avermi votato e per avermi dato questo riconoscimento dopo vent'anni di sport” – ha premesso la campionessa italiana di nuoto che tutto il mondo ha sempre invidiato.

“In questo periodo mi sto veramente godendo un po’ tutto quello che ho costruito: aver fatto vent'anni di nuoto ad alto livello. Il riconoscimento di oggi è un grandissimo orgoglio per me”.

Abituata per due decenni ad avere una vita quotidiana rigorosa da atleta, scandita da sacrifici importanti ed allenamenti intensivi, la Pellegrini si è confessata un po’ spaesata di fronte ad una vita fuori dalle competizioni agonistiche individuali, senza quei ritmi a cui è stata abituata da quando era piccola.

“Quando per vent'anni fai la stessa cosa tutti i giorni, quella è la tua vita. E lo è stata veramente per tutta la mia vita, perché io quest'anno farò 34 anni, e tolti i primi anni di non piena consapevolezza, nella mia esistenza c'è stato praticamente solo il nuoto. Sto cercando di reinventarmi, adesso. Ho avuto sicuramente questo grande onore di entrare nella commissione atleti del Comitato Olimpico Internazionale(Cio) a Tokyo nel momento stesso in cui stavo lasciando l’agonismo sportivo. Voglio rendere migliore la vita degli atleti che approcciano alle Olimpiadi”.

Sicura e sincera, Federica Pellegrini si è confessata a lungo davanti ai giornalisti della sede romana di Via dell’Umiltà.

“Questo adesso è il mio lavoro e la mia più grande sfida. La cosa che sicuramente mi appassiona di più è che rimango nel mio ambiente, ed al livello massimo, quello olimpico. Poi, verrà sicuramente tutto il resto. Ho delle richieste professionalii che vanno oltre il tema prettamente sportivo. Dovro’ valutare esattamente cosa mi piaceràfare e cosa no, anche perché – ripeto - per vent'anni ho praticamente solo nuotato e non ho tutte le idee chiare. La Televisione? Comunque mi diverte, lo ammetto”.




Non solo gioie e luci. Federica Pellegrini, rispondendo ad una delle tante domande poste in conferenza, ha parlato anche di ombre che si incontrano nello sport: l’ansia da prestazione, la pressione che hanno gli sportivi.

“Di solito viene raccontato nei mass media quella che è la performance prettamente legata alla gara, quindi al momento di massimo splendore di un atleta. Non tutti sanno, effettivamente, cosa giri intorno all’atleta durante un intero anno di preparazione per un unico evento. Io parlo del mio sport, che conosco bene. Sono luci e ombre, questo sicuramente. Il nuoto di per sé è uno sport molto difficile: porta comunque ad avere una costanza rigorosa, tutti i giorni e per quasi tutto l'anno. Leviamo solo il Natale e poche altre occasioni di festa. Per vent'anni, non mi sono fatta mancare niente: ci sono state sia crisi d’ansia, sia la perdita di persone importati, come il mio mentore ct Alberto Castagnetti, al massimo della mia carriera, nel 2009. Insomma, ho avuto modo di incontrare anche ombre molto profonde. Dico pero’ sempre che le ombre esistono nella vita di ognuno di noi, non solo in quella dello sportivo, e bisogna solo trovare la strada per cercare di superarle. Sono sempre stata innamorata di quello che facevo, e ho sempre reagito anche a momenti davverodifficili”. Per sottolineare la dura vita di un’atleta al suo livello, è uscito a Gennaio di quest’anno il documentario Underwater, diretto da Sara Ristori e distribuito da Notorious Pictures, attualmente su Amazon. Al riguardo, Federica ha detto: “Underwater è il racconto della mia preparazione in vista delle Olimpiadi di Tokyo. La volontà è stata quella di raccontare cosa gira dietro ad un atleta nell'anno della preparazione per una Olimpiade. Narra cio’ che non si vede. Sono stata molto contenta anche di ricevere messaggi d'affetto e riscontri positivi circa questo documentario, perché finalmente è uscito fuori un po’ di quella che è la fatica di uno sportivo che si prepara ad un appuntamento fondamentale nella sua carriera. La fatica dell’avvicinamento ad un traguardo”.

Tra i molti quesiti posti, anche una domanda che le ha fatto toccare la situazione del suo sport in questo periodo in cui l’attualità narra deltragico conflitto in Ucraina.

“Il Cio è stata una delle prime organizzazioni che si sono mosse in chiaro: la nostra mission sono gli atleti e tutto il movimento olimpico. Sono state organizzate veramente tantissime cose per l'Ucraina, e anche in Italia si sta facendo tanto a livello sportivo. Le ragazze della nazionale ucraina di nuoto sincronizzato giunte finora nel nostro Paese sono state accolte al centro federale di Ostia, e so che ci sono altre situazioni in divenire. Non è affatto facile, però il mondo dello sport,devo dire, a prescindere dalla politica, contiene in sé moltissima solidarietà. Ed io ne sono molto orgogliosa”.



Prima di salutare tutti i giornalisti della stampa estera, la “Divina”Pellegrini ha confessato di avere raggiunto una base solida economica che le potrebbe permettere per il futuro di fare solo progetti personali, ma oltre a quelli – che esistono, e sono molto importanti – ha dichiarato che continuerà a farne di professionali, perchè la sua realizzazione come donna passa attraverso la continuazione di un impegno importante nel campo dello sport.

“Sto prendendo veramente tutto con molta filosofia, e quello che di altro arriverà di interessante nella mia vita lo farò. Sicuramente, io il mio sport l'ho fatto per vocazione e non perché me l'abbia imposto nessuno. Ho incontrato per caso e fortuna il nuoto quando ero piccolina, e la mia vita è sempre rimasta all’interno del mondo del nuoto. Rimanere in ogni caso anche a carriera finita all'interno dello sport grazie al Cio mi sta aiutando moltissimo nel distacco dalla carriera attiva come nuotatrice”.

Colpisce un episodio che, prima di salutare, ha riferito questa bella e volitiva donna bionda, che rimane campionessa anche fuori dalle vasche: “Una frase che mi ha fatto riflettere è stata quella che mi ha rivolto Jury Chechi durante le premiazioni a dicembre scorso in occasione dei Gazzetta Awards. Eravamo sul palco, stava per premiarmi e mi ha detto che non avrei più trovato le sensazioni adrenaliniche provate in vasca, ma che nella mia vita avrei incontratotantissime altre cose belle, forse anche più belle di quelle sensazioni lì. Ascoltarlo mi ha fatto cambiare un po’ il modo in cui ho iniziato a pensare a quello che di stupendo ho ancora da abbracciare e da vivere”.

Lisa Bernardini