Il Sinis conquista Parigi: cultura e gastronomia ambasciatrici della Sardegna
- 22 févr.
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La Sardegna come epicentro del Mare Nostrum, crocevia millenario di civiltà, scambi e contaminazioni. È questo il filo conduttore dell’evento promosso dalla Regione Sardegna “SINIS - À la découverte de la Sardaigne”, ospitato il 29 gennaio 2026 presso il Consolato Generale d’Italia a Parigi, su iniziativa del GAL Sinis in collaborazione con la Fondazione Mont’e Prama e la Camera di Commercio Italiana per la Francia di Lione.
L’iniziativa si inserisce nella costante azione del Consolato, volta a sostenere le comunità italiane all’estero e a promuovere territori ed eccellenze che rendono l’Italia attrattiva nel mondo. Un appuntamento di alto profilo istituzionale che ha registrato un’ampia partecipazione, confermando la Francia come secondo flusso turistico per l’isola e mercato strategico per l’export agroalimentare sardo.

Ad aprire la serata è stato il Console generale Jacopo Albergoni, che ha sintetizzato l’identità della Sardegna in tre parole chiave - territorio, cultura e gastronomia - definendole un “trittico virtuoso” capace di raccontare l’eccellenza italiana nel panorama internazionale.
Nel suo intervento, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus ha invitato a superare l’immagine stereotipata dell’isola: «In Sardegna non c’è solo mare e costa. Ci sono 377 paesi, ognuno con i propri prodotti tipici e le proprie specialità legate alle occasioni e alle stagioni».
Un mosaico di tradizioni che trova nel Sinis uno dei suoi luoghi simbolo: territorio millenario, ricco di storia, biodiversità e cultura materiale. Cuore archeologico del Sinis è l’area di Mont’e Prama, con i celebri Giganti, imponenti sculture nuragiche datate tra il IX e l’VIII secolo a.C., simbolo identitario della civiltà sarda. Accanto al sito si estende la penisola con l’antica città fenicio-romana di Tharros, testimonianza di una storia che da oltre sette millenni intreccia popoli, commerci e culture.

Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, ha ribadito il valore strategico dell’internazionalizzazione: «Portare la Sardegna a dialogare con il mondo significa creare occasioni di sviluppo, contatti e crescita». Cultura e prodotti di qualità certificata diventano così strumenti di posizionamento globale, in grado di affrontare i mercati internazionali con credibilità e visione.
«Nel Sinis abbiamo scelto una strada: fare sistema», ha dichiarato Alessandro Murana, presidente del GAL Sinis. I GAL (Gruppi di Azione Locale) operano come agenzie di sviluppo territoriale, promuovendo le culture locali e sostenendo le imprese attraverso strategie integrate. Nel Sinis, questo approccio si traduce in un coordinamento virtuoso tra istituzioni, aziende e comunità.
Cristiano Deiana, direttore del GAL Sinis, ha parlato di una destinazione unica, dove cultura, ambiente, agroalimentare ed economia dialogano in una visione condivisa di sviluppo: «L’ambiente è una risorsa, le comunità sono protagoniste».
L’archeologo Giorgio Murru, responsabile dell’area scientifica della Fondazione, ha chiuso la sessione degli interventi con un racconto delle bellezze del Parco Archeologico Naturale del Sinis, accompagnato da immagini del territorio e del suo straordinario patrimonio archeologico.
Protagoniste della serata anche le aziende del territorio, ambasciatrici di una qualità certificata e sostenibile. Sa Marigosa, fondata nel 1986, ha presentato l’esperienza di un’impresa che fa della propria storia un valore distintivo. Il Nuovo Consorzio Coop. Pontis ha raccontato lo stagno di Pontis, il più grande d’Europa, straordinario ecosistema da cui nasce una bottarga dal gusto unico, frutto di una tradizione secolare.

La Società Agricola Evaristiano, con oltre 100 ettari coltivati, ha proposto vini biologici certificati, espressione di una viticoltura sostenibile. La storica azienda Contini 1898, giunta alla quarta generazione con Mauro Contini, produce circa due milioni di bottiglie esportate in numerosi Paesi ed è custode della Vernaccia di Oristano, vitigno dalla storia millenaria. Il Riso iFerrari, rappresentato da Marinella Ferrari, ha testimoniato la solidità di una filiera familiare attenta a qualità e innovazione.
Accanto a loro, Oleificio Giovanni Matteo Corrias, CAO Formaggi e Dolce&Salato hanno completato il quadro di un comparto che coniuga tradizione e competitività internazionale.
La serata si è conclusa con una degustazione guidata dallo chef Antonello Cabras, affiancato da Agostino Coppola, presidente della Federazione Italiana Cuochi - Sezione Francia. Non una semplice esperienza gastronomica, ma un racconto del territorio attraverso le sue filiere: dalla bottarga di Cabras ai vini del Sinis, fino al riso e all’olio extravergine.
Un evento che ha dimostrato come il Sinis, quando narrato in modo unitario e strategico, sappia affermarsi come piattaforma di opportunità concrete nel panorama internazionale. Cultura, produzione e turismo non come compartimenti stagni, ma parti di un unico sistema.
Perché, al centro del Mediterraneo, la Sardegna continua a parlare al mondo con la lingua antica della sua storia e con quella, sempre attuale, delle sue eccellenze gastronomiche.











