L'Onorevole Letta, in conferenza alla Stampa Estera di Roma, il 22 aprile :

” L’Europa è un tesoro di tutti noi, va protetta”...

“Tutte le promesse dei leader europei di questi ultimi giorni mi hanno fatto venire in mente vicende di 30 anni fa, che al tempo seguivo da dottorando di ricerca, da studente” – confessa l’Onorevole Enrico Letta, oggi 22 aprile in conferenza alla Stampa Estera di Roma.


“Mi ricordo il dibattito che ci fu allora, e la grande frustrazione che seguì alle prime proposte fatte e ai lunghissimi tempi che ci sono voluti per l’adesione effettiva dei Paesi dell’Europa centro orientale… i tempi piu’ rapidi furono 14 anni. Per la Croazia ce ne sono voluti ben 23, di anni”.


Una conferenza molto lunga, dove il Presidente del Partito Democratico ha risposto a tutte le domande poste, con attenzione di ascolto e dovizia di particolari nelle risposte. In generale, tralasciando questioni specifiche che riguardano solo alcuni Paesi, ed aspetti più dettagliati di cui sarebbe troppo complicato dilungarsi, cio’ che sicuramente è emerso in maniera chiara - e come focus generale dell’incontro con la stampa - è una proposta che suottolinea l’amore che ha questo esponente politico ha per l’idea di Europa e dei valori europei : la creazione di una Confederazione Europea composta dai 27 Paesi UE, con anche Ucraina, Georgia, Moldavia, Nord Macedonia, Serbia, Montenegro, Albania, Bosnia e KosovoEuropa.


Ecco qualche passaggio significativo della conferenza stampa dell’Onorevole Letta:

“Subito dopo la Caduta del Muro di Berlino, anche Mitterand lancio’ una proposta di Confederazione Europea. In quel momento lì. Orbene, quella proposta fu subito bloccata sostanzialmente dalla indisponibilità americana e britannica, e rimase faccenda per gli studiosi”.

“Oggi bisogna trovare una soluzione: abbiamo fatto tante promesse all’Ucraina, ma l’adesione vera al corpo formale europeo sarà un’altra cosa. Esiste pertanto una contraddizione evidente”.

“Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca….sono stati tra i Paesi più rapidi ad entrare in EU, ma ci sono voluti comunque 14 anni, non dimentichiamolo. Anche attuando i criteri più celeri possibili, per un Paese come l’Ucraina, a cui abbiamo consegnato pubblicamente ‘moduli’ di ingresso, si tratterebbe di una adesione effettiva nell’anno 2036. Quali aspettative politiche si sono messe in campo oggi? Esiste un carico di frustrazioni e delusioni che si possono creare nei tempi lunghi, e Paesi ‘illusi’ guarderebbero e finirebbero per vedere solamente una generosita’ concreta americana”.



“L’idea che metto in campo, io che sono innamorato dell’Europa, è quella di creare subito una Confederazione Europea (mi piace, pertanto, l’idea che ebbe Mitterrand nel 1989), composta dai 27 Paesi EU+ i 9 potenziali candidati”.


“ In questa mia idea, oggi, non c’e’ la Turchia. Questo è un progetto che domani potrebbe parlare anche alla Turchia, ma solo se cambiassero le cose. Oggi no. Sono sincero, non ci sono i presupposti di uguali ideali democratici”.


“Questa mia proposta potrebbe essere operativa già entro quest’anno con obiettivi di condivisione di strategie politiche e di condivisione di forme di protezione, ad esempio. Con uno sharingsoprattutto di ideali che corrispondono alla vera identità europea: diritti di democrazia e libertà”.


“Questa Confederazione Europea permetterebbe alla Ucraina di entrare nella famiglia europea e di condividere i grandi valori della famiglia europea senza creare quel potenziale corto circuito nel tema della adesione effettiva, i cui tempi lunghi è giusto che debbano essere rispettati. I Paesi candidati potranno entrare formalmente nella famiglia europea quando saranno pronti, e non prima, ma nel frattempo si potrebbe condividerne insieme i valori e far comunque parte di una stessa famiglia”.

“L’Europa è un tesoro di tutti noi, va protetta. Non si puo’ sfasciare. Pertanto, l’Unione Europea rimarrebbe organizzata come adesso, ma nel frattempo si potrebbe evitare la frustrazione di Paesi che non si sentirebbero illusi. Propongo, pertanto, un incontro più intergovernativo che comunitario, da realizzarsi entro l’anno, sostenendo una idea di condivisione e anche di protezione reciproca, ma quest’ultima creata in prospettiva. Oggi non possiamo fare promesse che possono essere mantenute solo nel 2036: dobbiamo essere responsabili”.



“I riscontri che ho avuto fino ad ora sull’idea della Confederazione sono positivi. In una comunicazione politica, come quella di questi giorni, tutti sono a rilanciare ciò che possiamo dare all’Ucraina. Al momento, possiamo fornire solmente uno status di Paese candidato: è il massimo che al momento possiamo dare rispetto alle regole attuali. O si costruisce un cambio di passo coraggioso in prospettiva - del genere di quello che ho avanzato - oppure ne pagheremo le conseguenze. Ne sono convinto. Nessuno ha messo in campo altre soluzioni convincenti rispetto alla mia proposta. Non è un fatto di copyright, ovviamente, ma di trovare una soluzione prima che sia troppo tardi”.


“Per quanto concerne le imminenti Elezioni Presidenziali francesi, nel caso vincesse la candidata Marine Le Pen - senza girarci intorno - sarebbe la fine dell’Europa comunitaria. L’Europa puo’ sopravvivere con un rappresentante come l’Ungheria, ma con una figura come quella di Le Pen alla guida della Francia sarebbe la fine di tutto, perché con la Francia esiste una condivisione europea della stessa moneta. Le Pen non vuole far parte di questa grande famiglia”.


“Prendiamo la Next Generation EU : questa eccezionale soluzione alla crisi pandemica è stataproposta in un vertice bilaterale franco-tedesco su iniziativa forte della parte francese. Se vincesse Le Pen, significherebbe di fatto una vittoria di Putin”.


“La costruzione della nuova scatola che propongo non è alternativa ad un iter regolare di adesione. E’ semplicemente complementare. La scatola della Confederazione dovrebbe essere un luogo che condivide alcune scelte importanti, e non ovviamente una scatola vuota”.


“Il messaggio che voglio lanciare con questa idea : si è parte di una stessa famiglia. E questo è un messaggio che entro l’anno puo’ essere ascoltato con una riunione di tutti i Paesi coinvolti. Sarebbe un modo anche per riaprire un dialogo con la Turchia. Lo stato di diritto è il nodo della questione. E’ il tema in cui, in questi anni, con Erdogan ci sono stati scontri”.